Museo civico "Amedeo Lia"

Il Museo Civico “Amedeo Lia” della Spezia è stato istituito nel 1995 ed aperto al pubblico nel dicembre 1996, grazie all’importante donazione di opere d’arte di Amedeo Lia e della sua famiglia al Comune della Spezia.

La Collezione Lia si articola in tredici sale e comprende circa 1150 opere di grande varietà, che documentano la passione entusiastica e la straordinaria lungimiranza critica del Collezionista: dipinti databili dal XIII al XVIII secolo, miniature italiane e straniere dal XIII al XVI secolo, vetri archeologici, maioliche, terrecotte, sculture in bronzo e marmo, avori, smalti, oreficerie, tutti raccolti con passione, documenti preziosi della cultura e dell’arte in Italia e in Europa.

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L'edificio

Il Museo Civico "Amedeo Lia" della Spezia ha sede nell'antico complesso conventuale dei frati minimi di San Francesco di Paola, insediatisi in città attorno alla seconda decade del 1600.

A partire dall'anno 1616, data della concessione del terreno ai Paolotti da parte della Comunità spezzina, furono edificati il convento e successivamente la chiesa. L'edificio allora si trovava in una posizione di strategica importanza, proprio all'uscita dalla città murata dell'asse viario che collegava il Golfo con Genova. Inoltre, come ben si evince dalla cartografia antica e come indica ancora la toponomastica viaria circostante, la zona era particolarmente ricca di acque.

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Le opere

Pontormo

Jacopo Carrucci (Pontorme, Empoli, 24 maggio 1494 – Firenze, 2 gennaio 1557), conosciuto come Jacopo da Pontormo o semplicemente il Pontormo dal luogo di nascita, fu pittore e ritrattista fiorentino esponente della corrente manierista. Nella Firenze cinquecentesca l’artista godette di un grande prestigio e considerazione, nonostante il suo carattere poco socievole e la difficoltà della sua arte sempre imprevedibile, disorientante e di uno sperimentalismo spesso controcorrente...

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Madonna in maestà col Bambino benedicente

fine del XIII secolo

L'opera, realizzata da uno scultore umbro intorno alla metà del XIII secolo, si presenta in uno straordinario stato conservativo che mostra ancora, tralasciata qualche piccola ridipintura, la policromia originale. La scultura è stata realizzata in legno d’ulivo e riccamente dipinta e decorata con inserimenti di foglia d’oro e d’argento...

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Calice

Norimberga - XVII secolo

All’interno della sala XII del Museo è stato creato un vano raccolto, dove è collocato un nucleo prezioso di oggetti straordinari a ricordo delle antiche Wunderkammer.

La parola tedesca Wunderkammer, cioè camera delle meraviglie, viene usata per indicare un particolare genere di collezione affermatosi nel corso del XVI secolo nelle corti, specie del centro Europa. Era all’interno di queste stanze speciali che il collezionista raccoglieva tutto quanto era raro e meraviglioso, le cosiddette mirabilia, ovvero reperti e opere che...

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Reliquiario con due angeli

ITALIA
XV secolo

Lo scrigno, sostenuto da due grandi figure angeliche, rimanda all’architettura religiosa del periodo gotico: dal tetto coperto di tegole spicca la guglia centrale, che costituisce la presa per l’apertura superiore del reliquiario; i frontoni sono decorati da ricchi motivi a volute e dei quattro coronamenti a foglie rampanti due sono andati perduti, uno è rotto ed il quarto risulta allentato. Sulle due pareti esterne dello scrigno, in uno sfondo di finta muratura, sono incise da un lato la Vergine con Bambino incoronati, e dall’altro una figura femminile di martire, anch’essa coronata, che reca in mano..

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Episodi della Teseida

Giovanni dal Ponte
XV secolo, terzo decennio

Il dipinto era in origine il fronte di un cassone. Riutilizzato ed inserito in una cassa di fattura ottocentesca, a simulare un mobile del XV secolo, il fronte è stato in seguito isolato e solo più tardi, in occasione dell’asta di vendita, correttamente ricondotto al catalogo di Giovanni di Marco, detto dal Ponte per via della sua bottega nella fiorentina piazza di Santo Stefano al Ponte. Date le stringenti analogie con lo Sposalizio mistico di santa Caterina conservato al Museo di Belle Arti di Budapest, opera datata al 1421, il dipinto è stato riferito alla prima attività del pittore e proprio tale coincidenza cronologica consente di riconoscere...

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Galleria fotografica